Scrittori in Erba

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XxCriminalxX
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Les larmes du coeur

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/12/2009, 23:37


Questa one-shot l'ho scritta per una mia amica....
Penso sia venuta abbastanza bene...
A voi il giudizio...

XxCriminalxX

“Fallo, Ginny,” mi esorta il mio capo, “è un bell’incarico, e poi ci daranno un casino di soldi…quello è un pezzo grosso, un calciatore…pensa che casino che faranno sui giornali ed in televisione!”.

Paul Dagger è al comando di una banda di assassini e serial killer della quale faccio parte anch’io, Ginevra Johnson. Non siamo assatanati sanguinari; uccidiamo solo per denaro, poi ce ne laviamo le mani. Rimorsi? Nessuno. Non siamo esseri umani, ma macchine per uccidere.
Sono l’unica donna della squadra, la K51, nonché la preferita di Paul. Mi chiama Princess, ovvero Principessa. Lavoro qui da circa due anni, da quando i miei genitori sono morti ed ho dovuto trovare un modo per guadagnarmi da vivere. All’inizio dovevo solo compiere piccoli furti, spacciare droga, partecipare a rapine, pestaggi di gruppo ed altri reati simili.
Poi ho iniziato ad uccidere e, a voler dire tutta la verità, ci ho preso gusto.
Punto la pistola, e l’adrenalina mi sale a mille. Poi il colpo assordante dello sparo, due colpi, a volte tre. La vittima che si accascia sul marciapiede, agonizzante e grondante di sangue scuro. Allora io, col cuore in gola, estraggo dalla fodera il mio pugnale dal manico di madreperla, regalo d Paul, ed infierisco sulla mia vittima, due, tre, più volte, finchè non scarico tutta la tensione che ho accumulato. Poi infine salgo sulla moto della squadra, senza targa, sentendo la canna della pistola ancora calda che preme contro la mia gamba, per poi partire a 120 all’ora diretta al quartier generale per riscuotere il compenso, con lo stomaco ancora stretto in un morsa di ghiaccio.

“Quanto è la paga?” chiedo a Paul, dando due tiri nervosi di sigaretta.
“Duecento,” risponde lui, con un ghigno diabolico dipinto sul volto pieno di cicatrici.
“Solo duecento euro? Che miseria…li posso estorcere al primo pirla che passa per strada.” borbotto con aria di sufficienza.
“No Principessa…duecentomila.”.
Mi sorprendo a sorridere compiaciuta. “Allora cambia tutto…”.
Per convincermi meglio, Paul estrae da una fodera di velluto rosso una calibro 38, nuovissima e luccicante, con finiture in argento, che con i proiettili e tutto pesa poco meno di un chilo.
Alla vista di quel gioiellino perdo completamente la testa. Il capo me la porge, ed io mi esercito su un manichino appoggiato alla parete, mirando dritto al torace. Ha il silenziatore, perfetto. Nella stanza si diffonde l’odore acre della polvere da sparo.
“Affare fatto allora.”. Stringo la mano a Paul, sorridendo soddisfatta.

La mia vittima, Juri Martini, è un calciatore italiano che gioca nel Milan. È qui a Manchester per tre o quattro giorni, e sabato sera dovrà giocare contro il Manchester United. Una bella occasione…
Pregustando il mio successo scendo in garage, pronta per andare al suo albergo.
Sono vestita semplice, jeans e maglietta, per non dare nell’occhio. Per la stessa ragione non prendo la Harley Davidson nuova, ma scelgo una più sobria Kawasaki Ninja metallizzata.
L’hotel è, manco a dirlo, il più lussuoso della città.
Riesco ad addormentare una cameriera per 5 o 6 ore, facendole inalare un potente narcotico. Le sfilo la divisa dell’hotel e la indosso, poi le immobilizzo sia i polsi che le caviglie, la imbavaglio e trascino il suo corpo inerte nello stanzino delle scope, chiudendo la porta a chiave.
La cameriera un po’ mi assomiglia, cosa che accentuo sciogliendomi i capelli e truccandomi leggermente. Sulla camicia è appuntata una targhetta con la mia nuova identità: Isabel Madison.
Mi fisso con una striscia di stoffa la guaina del pugnale sulla coscia, non dovrebbe notarsi perché la gonna che indosso è piuttosto ampia. Sbircio sull’elenco della reception il numero della stanza della vittima. Stanza 209, secondo piano. Perfetto.
Con il cuore in gola schiaccio il tasto dell’ascensore, pronta ad eseguire un crimine da manuale. Domattina Paul comprerà il giornale e leggerà compiaciuto l’articolo:
“Il famoso calciatore del Milan Juri Martini è stato trovato privo di vita nella sua stanza d’albergo a Manchester. Il corpo del centrocampista era riverso sul pavimento del bagno, con le vene di entrambi i polsi recise. Gli inquirenti pensano ad un caso di suicidio...”
Lo squillare del mio telefono mi distoglie dalle mie fantasie. È Paul.
“Princess, sei sul posto?” mi chiede con la sua voce cavernosa.
“Certo capo, tutto come nei piani, come sempre del resto.” rispondo fiera.
“Eccellente. La vittima dovrebbe trovarsi nella sua stanza, ed è da solo. Tu fai come ti ho detto: seducilo e mentre lo baci bloccagli i polsi. Legagli le caviglie ed imbavaglialo, solo dopo potrai procedere. Quanto tempo pensi di impiegarci?”.
“Dieci minuti, più o meno. Ma poi ho bisogno di una copertura per uscire dal’albergo.”.
“Ci ho pensato anch’io, infatti avevo in mente di mandarti Luke alle 6.40, tra dieci minuti precisi.”.
“Perfetto. Grazie mille Paul.”.
“Di niente Principessa.”.
Con il cuore a mille busso alla porta della stanza 209. Mi apre un ragazzo alto, con i capelli biondo cenere e gli occhi verdi come il mare. È così bello che rimango senza fiato per un paio di secondi.
“Ehm…Juri Martini? D-dovrei…metterle a posto la stanza.” riesco a farfugliare.
“Ma certo, fai pure. E non darmi del lei, mi fai sentire a disagio così.” dice lui con un sorriso, stringendomi la mano. “E tu saresti…Isabel?”.
“Si, esatto. Molto piacere.” rispondo, acquistando più sicurezza.
Mi fa sedere sul letto, accanto a lui, e sedendomi sento il pugnale che mi preme sulla coscia. Guardo Juri, è così bello…e poi è anche gentile, educato…non capisco come mai mi abbiano chiesto di ucciderlo. Com’è ingiusto il mondo.
Tocco il pugnale, e poi guardo ancora Juri. E prendo la mia decisione.
Non merita di morire, non per mano mia.
Vedendomi triste e pensosa, mi sorride e mi attira a sé. Il calore del suo corpo contro il mio fianco mi provoca i brividi. Tra esattamente due minuti e 42 secondi quel bellissimo corpo inizierà a diventare freddo. Ed io uscirò da quell’hotel in compagnia di Luke, e Paul scriverà un altro nome sulla lista delle mie vittime. No, non posso sopportarlo.
I nostri visi si sfiorano, la sua lingua cerca la mia, che si fa subito trovare. Senza staccarci l’uno dall’altra ci spostiamo verso la finestra, lui appoggia la schiena al vetro.
Su un balcone del palazzo di fronte vedo Luke, il mio collega del K51, che punta il mitra verso di noi, mirando alla schiena di Juri. Sento un tuffo al cuore…
Dopo una frazione di secondo siamo tutt’e due per terra, al riparo dai proiettili che, come una pioggia, colpiscono il vetro e lo mandano in frantumi. Alzo lo sguardo, e Luke non c’è più. Starà sicuramente venendo qui…sotto gli occhi sbarrati di Juri mi sfilo la gonna da cameriera. Sotto indosso la divisa della squadra, un completo aderente aerodinamico in pelle nera, con la fondina della mia nuovissima calibro 38 coi proiettili luccicanti attaccata alla cintura.
“Isabel…ma cosa…” Juri è ancora sotto shock. Probabilmente non è abituato a vedersi sfrecciare le pallottole due centimetri sopra la testa.
“Non sono Isabel,” taglio corto io, “chiamami Ginevra.”.
“E…perché sei qui? Non ci capisco un cazzo…”.
“Non devi capire…” io nel frattempo sono già salita sul cornicione, passando dal vetro rotto. “Senti, riusciresti a saltare giù da qui e ad atterrare su quella Mercedes blu? Saranno si e no sei metri…”.
“Ci posso provare.”.
Lui cade di schiena sul cofano e rotola giù sul marciapiede. Ahia…Non penso che si sia fatto molto male, ma non glielo chiedo neanche, non c’è tempo. Gli porgo il casco e lo conduco davanti alla moto; prima di salire, però, gli faccio indossare il mio giubbotto antiproiettile. Ne ha più bisogno lui in questo momento.
Passo col rosso, e sinceramente chissenefrega. Ma quando sento il botto di uno sparo alle nostre spalle, il mio cuore si blocca. Luke ci ha raggiunti. Senza neanche pensare a quello che sto facendo, estraggo la pistola dal fodero e gli sparo, due, tre, sei volte.
Luke era il mio migliore amico. Ed io l’ho ucciso.
Ma in questo momento non mi importa più. Paul, Luke, la K51, il mio compenso, la pistola, il pugnale…non esistono più.
Tutto quello che ho sempre desiderato è qui dietro di me, e mi stringe la vita con le braccia muscolose, mentre sfrecciamo a velocità folle verso non si sa quale direzione.
Ma da qualche parte si arriva sempre.

Oh, how much more beauty beauteous seem,
By that sweet ornament which truth doth give!
The rose looks fair, but fairer we it deem
For that sweet odor which doth in it live.
The canker blooms have full as deep a dye
As the perfumed tincture of the roses,
Hang on such thorns, and play as wantonly
When summer's breath their masked buds discloses.
But for their virtue only is their show
They live unwooded and unrespected fade.
Die to themselves. Sweet roses do not so.
Of their sweet deaths are sweetest odors made.
And so of you, beauteous lovely youth,
When that shall fade, by verse distills your truth.

[Sonnet 54, William Shakespeare]


http://i25.tinypic.com/2j5xcn.png

http://it.netlog.com/Psychosis_Dementia

 
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...writer si nasce non si diventa...

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ke billa....e ke style!!!!! PP m piace tnt

Nina_Ljesnjy


BeStInE VI AMO!


Tesò Volim Te!





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...just bring on yourself and hit that wave...

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^^ è bellissimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Si udii un inno triste sacro, cantato forte, cantato sommessamente finchè il suo sangue si freddò lentamente, e i suoi occhi furono oscurati completamente, prima che, portato dalla corrente, prima che raggiungesse la prima casa lungo l'argine canticchiando il proprio inno di morte lui morì.

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Le storie
Nuova FanFiction sui Cinema Bizarre, che però... potrebbe anche diventare ben altro... Madriethiel

 
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Les larmes du coeur

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Grazie mille July e Alba!!

Oh, how much more beauty beauteous seem,
By that sweet ornament which truth doth give!
The rose looks fair, but fairer we it deem
For that sweet odor which doth in it live.
The canker blooms have full as deep a dye
As the perfumed tincture of the roses,
Hang on such thorns, and play as wantonly
When summer's breath their masked buds discloses.
But for their virtue only is their show
They live unwooded and unrespected fade.
Die to themselves. Sweet roses do not so.
Of their sweet deaths are sweetest odors made.
And so of you, beauteous lovely youth,
When that shall fade, by verse distills your truth.

[Sonnet 54, William Shakespeare]


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/11/2009, 21:52


*O*
Anche io amo scrivere... e la protagonista della mia storia... si chiama... PROPRIO GINEVRA JOHNSON!!!!!!!!!!
:O
devo cambiare ç_ç

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view post Posted on 27/10/2009, 13:53Quote
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Les larmes du coeur

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CITAZIONE (Founder22 @ 27/10/2009, 12:42)

Inquietante X°°°D

Oh, how much more beauty beauteous seem,
By that sweet ornament which truth doth give!
The rose looks fair, but fairer we it deem
For that sweet odor which doth in it live.
The canker blooms have full as deep a dye
As the perfumed tincture of the roses,
Hang on such thorns, and play as wantonly
When summer's breath their masked buds discloses.
But for their virtue only is their show
They live unwooded and unrespected fade.
Die to themselves. Sweet roses do not so.
Of their sweet deaths are sweetest odors made.
And so of you, beauteous lovely youth,
When that shall fade, by verse distills your truth.

[Sonnet 54, William Shakespeare]


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Lady B.

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La trovo inquietante ma bella.

Il forum in cui mi sono iscritta: http://grandprixpassion.forumcommunity.net/

Il mio forum ancora in fase di attuazione: http://90slovers4ever.forumcommunity.net/

Il forum in cui mi piacerebbe intervenire: http://scrittoriinerba.forumcommunity.net/

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